Assemblea Confesercenti per fare il punto su stagione turistica, bollette, costi e imprese

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Un anno importante, quello appena trascorso. Un anno importante per il settore del turismo, del commercio, delle imprese, per tanti motivi. La stagione turistica che ci lasciamo alle spalle è la prima che ha visto una sorta di normalizzazione nelle abitudini dopo gli anni della pandemia.

Confesercenti ha colto l’occasione, durante la sua assemblea annuale, per fare il punto, non solo su un anno di lavoro dell’associazione, che ha visto crescere i propri associati, ma anche sulla situazione dell’economia della Provincia.

L’analisi è partita dai dati resi noti dal report del centro studi della Camera di commercio: a preoccupare è il numero di imprese che rischia di chiudere a fine anno, sia per l’impennata dei costi energetici, sia per la probabile recessione che rischia di vanificare la pur positiva performance della stagione turistica.

Quello che emerge è una riduzione di nuove imprese a fronte di un aumento delle cessazioni, questo è particolarmente evidente per il settore manifatturiero e per il commercio, la novità è una lieve decrescita anche tra le imprese turistiche (alloggio e ristorazione). Un settore questo che negli ultimi quattro anni era invece sempre cresciuto e che si è fermato solo negli ultimi tre trimestri. A crescere ancora invece il settore costruzioni.

Per quanto riguarda la stagione estiva, come anticipato, i dati, pur non ufficiali, sono rassicuranti per la Maremma, tanto da avvicinarsi ai livelli pre-covid del 2019, un anno in cui si era avuto un picco di presenze rispetto al quinquennio precedente.
Il settore turismo, tra l’altro, è quello che è più influenzato dai cambiamenti, come l’utilizzo di strumenti digitali, verso cui la Confesercenti può svolgere un ruolo utile come soggetto aggregatore.

Se, come detto, la stagione appena trascorsa è stata positiva, i margini di utile realizzati dagli operatori rischiano di essere vanificati dall’aumento dei costi energetici. Confesercenti continuerà a chiedere l’intervento del Governo. Ma oltre a questo è stata proprio la nostra associazione di categoria a diffondere la soluzione del consorzio energetico, grazie al quale le imprese aderenti possono avere un minor aumento dei costi.