Tax credit cuochi: ecco come e quando richiederla

ristorante cucina

Con il Decreto MIMIT del 29 novembre 2022 sono stati fissate le modalità e i termini per richiedere il credito d’imposta a favore dei  cuochi professionisti, disciplinato con il Dm 1 luglio 2022 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 15 settembre 2022, preannunciato con la legge di Bilancio 2021 ed esteso nei termini con il Dl Milleproroghe.

TAX CREDIT CUOCHI: QUANDO RICHIEDERLO

Presentazione delle richieste dalle ore 12:00 del 27 febbraio 2023 e fino alle ore 15:00 del 3 aprile 2023: non farà fede l’ordine di presentazione.

TAX CREDIT CUOCHI: CHI INTERESSA

L’agevolazione è rivolta ai soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti, sia come lavoratori dipendenti, sia come lavoratori autonomi in possesso di partita IVA  (anche nei casi in cui non siano in possesso del codice ATECO 5.2.2.1.0), che abbiano sostenuto, tra la data del 1° gennaio 2021 e la data del 31 dicembre 2022, una o più delle seguenti spese:

  1.  acquisto di macchinari di classe energetica elevata, destinati alla conservazione, lavorazione, trasformazione e cottura dei prodotti alimentari;
  2.  l’acquisto di strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione;
  3. la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

I REQUISITI

Per poter beneficiare del credito d’imposta i soggetti devono essere:

  1. a) residenti o stabiliti del territorio dello Stato;
  2. b) alle dipendenze, con regolare contratto di lavoro subordinato, di alberghi e ristoranti, ovvero titolari di partiva IVA per attività di cuoco professionista svolta presso i medesimi soggetti, almeno a partire dalla data del 1° gennaio 2021;
  3. c) nel pieno godimento dei diritti civili.

IL BENEFICIO

Il  credito di imposta, nei limiti delle risorse disponibili, sarà assegnato ai sensi del regolamento de minimis e nella misura massima del 40% (quaranta percento) del costo delle spese ammissibili sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, Fino all’importo massimo di 6mila euro.